di Marco Zanchi, Francesco Rubino, Chiara Langè

La scomparsa di quattro parole (“ancorché oggetto di valutazione”) nel testo degli articoli 2621 e 2622 del Codice Civile a seguito dell’entrata in vigore della legge 27 maggio 2015, n.69 (cd. Legge “anticorruzione”) non costituisce la premessa a configurazioni differenti delle norme incriminatrici e pertanto il falso valutativo continua a mantenere il suo precedente rilievo penale, in particolare quando vengano violati criteri predeterminati dalla Legge (esempio le norme previste dal Codice Civile) o comunque tecnicamente indiscussi (quali principi contabili nazionali od internazionali). Le Sezioni Unite sostengono che il bilancio non contenga fatti, ma il loro “racconto” sulla base di criteri di stima fissati da norme nazionali e comunitarie nonché dagli standard certificatori OCI e IFRS. Il documento contabile, infatti, resta intriso di valutazioni, che vengono però ricondotte all’alveo dei parametri contenuti nelle norme civilistiche e, soprattutto, di quelli molto più stringenti delle tecniche di redazione del bilancio.

[fonte – IL SOCIETARIO]